DO

E’ estremamente complicato poter definire e comprendere questo concetto per un occidentale, ma è anche vero che un buono studioso, appassionato, dedito e  interessato ma sopratutto ben indirizzato da un valido Maestro, potrebbe avvicinarsi alla soluzione più propria a sottolineare uno dei concetti basilari del sistema Orientale.

Con questo argomento voglio dare un ulteriore spunto alla pratica individuale di ogni marzialista, qualunque sia il suo modo di esprimersi nell’ Arte, dedicando una sintesi esplicativa su quel famoso concetto-suffisso che i nostri parametri traducono con la parola” Via”.

Il concetto di Do è la chiave, la porta, l’elemento separatore tra l’interpretazione Occidentale e quella Orientale nel panorama delle arti marziali e delle pratiche quotidiane di ogni individuo.

Questo suffisso è molto più di quello che noi occidentali, cresciuti in una cultura convenzionale e razionale, cerchiamo di mistificare, tradurre e identificare con  “Via”, “Cammino” ecc.. in quanto è intrinseco di valori etico- morali e comportamenti pratici quotidiani, delineati nei sistemi marzilai e nelle arti più antiche, da aspetti culturali derivati da una evoluzione generazionale delle caste guerriere.

Il suo significato non sembra trovare sufficiente paragonabilità oggettiva con concetti di tipo occidentale, restando così una forma del tutto astratta e approssimativa nel nostro contesto culturale, nonche qutidiano.

In effetti la concezione di ”Do” oltre a durare per tutta la Vita è anche una pratica giornaliera, e la sua interpretazione fenomenica è legata ad un comportamento umano molto profondo in ogni nostra azione, che presume l’applicazione di determinate regole empirico-pratiche, ai fini di trasformare un gesto in qualcosa di Spiritualmente attendibile ad un percorso-processo interiore di elevazione spontanea.

Gli orientali hanno sempre vissuto questo concetto senza tentare di definirlo e  parallelamente legato ad un rapporto concreto e biunivoco con la Natura, avvicinandosi sempre di più all’ Universo in maniera Assoluta e non Relativa, quindi una consapevlezza oggettiva degli avvenimenti, delle frasi, delle cose, di ogni Ente ecc. conducendo ognuno di loro ad una sorta di Panismo.

E’ così che è nato il loro Do, decretando in loro uno sviluppo interiore che va al di sopra di ogni facoltà umana, evolvendosi spiritualmente  attraverso un periodo storico molto ampio e con l’impegno di molti uomini e  dei valori collettivi che orientano un individuo in un sitetema di Vita.

E’ necessario pertanto tenere in considerazione ciò che ho cercato di definire, quando andremo ad attivare ogni nostro gesto qualunque esso sia, in qualunque circostanza lo attivi, in qualunaue percorso lo attivi:  Karate, Ikebana, Kyudo, Danza, Camminare, Parlare, Mangiare, fare la spesa…

Resta comunque difficile definirne una natura specifica, ed è quinidi importante conoscerne il contenuto espresso sin’ora, considerandone il forte valore intrinseco che lo accompagna, e non quella fetta comunicativa errata a cui noi occidentali vogliamo somministrare un etichetta, prendendo in considerazione solo le nostre  convenzioni sociali e i nostri parametri.

Dobbiamo accettare che nel nostro sistema di vita, almeno per questo punto, rimane profondamente in debito nei confronti del sistema di tipo Orientale, che ormai è abituato a condividere la vera esistenza del Do e la sua relazione col “Grande Vuoto” il Ku.

 

Gianmarco Moretti

    

 

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