Ma chi ci risponde?

Dicembre 3, 2009

E’ assurdo pensare che oggi ci siano risposte, in realtà questa società non è pronta a rispondere e non può, forse, neanche farlo.

Facciamo un esempio concreto ed inerente al fare a pugni o simile; le arti marziali o quello che è non hanno nella loro visione filosofica ed etica  una politica violenta, i primi nemici  da sconfiggere siamo noi e il nostro Ego, e fin qui tutto bene, ma come la mettiamo col tipo che oggi ti denuncia e va dal legale solo perchè lo guardi male?

Fate caso questa è una società che non sa rispondere a nessuno, le persone non si devono affrontare e picchiare, ma una volta due Samurai si affrontavano duellando e non erano discorsi, provate voi a dire ad uno armato di spada che vi guarda incazzato di non tagliarvi la testa perchè altrimenti andate da un legale!  

Oggi non esistono le spade, ma nemmeno più gli uomini, se anche a ragion veduta (con le nostre leggi non l’avrete mai) disgrazitamente colpite qualcuno……., quello vi fa il culo, ma vi sembra giusto?

Io capisco che i soldi fanno comodo, ma sono uomini questi? prima minacciano provocano, e poi cercano il babbino o chi ne fa le veci perchè gli rompono il muso, ma stiamo scherzando o siamo consapevoli di quello che facciamo?

Sono di famiglia fortunata, ma queste cose le ho vissute con esperienze volute e necessarie in un periodo della mia vita e credetemi, la difficoltà maggiore non è stato lo scontro, al di là del risultato, ma il doversi proteggere e nascondere da una burocrazia e da un cinismo sociale del quale ci siamo ammalati e nutriti nella  costriazione ossessiva del lurido bisogno del denaro in tutte le sue forme.

Che dite vi sembra una società concreta?

Le uniche società che possono rispondere in modo concreto e creare uomini che non fanno spiccioli, sono le società e le culture guerriere, i popoli di queste nazioni crescono in guerra (penoso) ma almeno il bianco è bianco e il nero è nero. Non ci sono scappa  e fuggi, e purtroppo anche dove le risposte non ci dovrebbero essere, e comunque non dovrebbero risultare quelle che saranno, si cerca anche con la forza di guidare e condurre la propria generazione verso la necessità  della propria sopravvivenza e il valore della vita stessa, ovviamente in rapporto alle  proprie culture e provenienze (non sta a noi giudicare); che talvolta possono essere non condivise se rapportate ad altre.

Noi intesi come uomini nell’aspetto globale non siamo assolutamente concreti ne quanto meno reali, e non siamo per niente educati alla sconfitta come non siamo educati alla vittoria.

Nelle culture anche se predilige una diversità di razza innegabile ed è un dato di fatto ( non stiamo giudicando è solo una constatazione ), non esiste nessuna tradizione e nessuna educazione alla vittoria e alla sconfitta che siano simili all’etica forgiata nel feudalismo giapponese dal  Bushido, ne conviene pertanto che tra il bianco e il nero ci sono altri colori, che offuscano la vista obbiettiva e che nutrono Maya la stoffa nebbia che cela la verità.

Nessuno di noi sa e vuole perdere o sentirsi inferiore all’altro nessuno di noi vuole essere tagliato fuori dalle vittorie, i successi o vuole smettere di vincere e avere successo. Entrambi i meccanismi portano indubbiamente alla sconfitta dell’uomo, sorge così una società irreale, che non può rispondere e continua a confondersi nei riguardi di se stessa e dei propri individui.

Gianmarco Moretti

KRAV MAGA -work in progress-

Dicembre 1, 2009

La sessione di allenamento Work in Progress, è un particolare strumento di lavoro all’interno della palestra stessa, che permette ai vostri allievi di migliorarsi e quantomeno diventare molto più preparati.

Non esiste questo termine in nessun vocabolario delle teorie di allenamento, è solo una definizione che gli ho dato io; esiste invece questo  tipo di allenamento che va comunque curato e ben definito nei dettagli.

Prima di tutto si deve comporre un gruppo di persone che abbiano uno stesso livello di preparazione  e che quindi siano disposti ad accettare i rischi ed i colpi che potrebbero prendere ( è sconsigliato lavorare con estranei al gruppo o novizi, non è un reality base!)

Poi quando sono riuscito a trovare le giuste combinazioni inizio.

Una persona la vittima sta in mezzo alla stanza in piedi sul tatami o pavimento, altre persone sono intorno a lui in un numero che va da 4 a 8 in cerchio.

La persona al centro avrà gli occhi chiusi e  gli altri saranno armati in maniera assortita di simulari, quali coltelli in gomma, pistole in gomma, scudi o pao, nessuna arma, un bastone in gomma.

Ad ogni persona verrà dato un numero da 1 a 8 tanti quanti il numero dei partecipanti. L’istruttore dovrà chiamare tale numero, quando la persona interessata verrà chiamata,la vittima al centro aprirà gli occhi, l’aggressore nel cerchio  attaccherà colui che si deve difendere nei termini del  programma svolto e della sua intenzione in quel momento e del suo equipaggiamento.

Ovvero se il numero che chiamo è 3, la vittima al richiamo apre gli occhi e 3 formula l’ attacco, indipendendemente dal lato, dalla distanza, dal tipo di arma/simulare, mani nude o no, es. fa uno strangolamento laterale, oppure minaccia l’altro.

Una volta che chi è al centro si è difeso, si riparte da capo ma facendo attenzione che lui richiuda gli occhì, fino alla prossima chiamata e facendo ruotare o cambiare di posto gli altri componenti. L’esercizio verrà fatto per lo stesso numero di attacchi quanti sono i partecipanti, poi si cambia soggetto.

Il livello, inteso come ritmo e determinazione di lavoro dovrà arrivare ad essere molto simile alla realtà, curate molto la concetrazione,  la tecnica e i principi di sicurezza sulle risposte.

Una volta effettuato questo esercizio si passa al seguente dove da un tipo di lavoro aggressivo ma assolutamente di natura statica, effetueremo tale prova in maniera dinamica.

Adesso il cerchio si spezza restano tutti gli equipaggiamenti e le aggressioni possibili, ma uno di loro, solo uno di loro avrà  uno scudo fisso, è permesso anche altri scudi, ma uno deve essere fisso.

Fatto cià la vittima comincia a scatenarsi con attacchi di calcio, pugno, gomito, ginocchio, piede, mano aperta, testa ecc.. sul tester che tiene lo scudo, chi è attorno attacca con ritmo 1001, 1002 la vittima creando più stres e difficoltà possibili.

Mentre facciamo quest’ultimo esercizio non meno di tre mnt a testa, oltre agli attacchi alcuni individui possono trattenere, spingere, passare in mezzo tra scudo e esecutore, il tutto per rendere più stressante, reale, da panico, e difficoltoso il nostro allenamento.

Considerate bene i tempi, non create confusione, ovvero aggressioni di tre persone in simultanea attaccate rispettando un ritmo, una continuità. Cercate di sostenere la stanchezza dell vittima, incoraggiatelo, questo esercizio serve ad automatizzare in modo quasi istintivi la giusta risposta ad ogni tipo di attacco, e non( in questo caso) a buttare giù i denti di nessuno.

Ci deve essere del lavoro, una apertura mentale, vedo e rispondo corretto e pulito, difendo e contrattacco volendo disarmo.

Ricordo che dopo un attacco io vittima riprendo posizione e continuo a colpire in modo vario e deciso lo scudo. non smetto mai di colpire lo scudo, interrompo solo per difendermi e rispondere, finito la mia azione riparto con i colpi sempre per tutta la durata dell ‘esercizio.

Quando si attacca da dietro toccate o fischiate prima di portare l’attacco o urlate in modo che la vittima si giri (in strada non lo fanno ma adesso dobbiamo prevenire ed allenarci).

Devo essere un rullo compressore qualunque cosa accada non mollo e anche se sbaglio vado fino in fondo non mi fermo per nulla al Mondo.

Ecco il mio Work in Progress vi piace provatelo!!!!!!!

 

Gianmarco Moretti  IKMF instructor

ECCO IL PROGETTO “PRENDI A PUGNI LA VIOLENZA” CONTRO IL BULLISMO E LA VIOLENZA SULLE DONNE

Dicembre 1, 2009

ARTICOLI SULLA CONFERENZA STAMPA DEL PROGETTO “PRENDI A PUGNI LA VIOLENZA” SOSTENUTO E APPROVATO DALLA REGIONE LOMBARDIA:     www.oktagon.it  scarica lo show reel in anteprima!!!!!!

Donne & Bullismo: “Prendi a pugni la violenza” e “Milano Boxing School”

27/11/2009 / Regione Lombardia – Sala Riunioni 2 – Lotto pesca

Violenza sulle donne e bullismo nelle scuole: due anomalie della vita sociale sempre più sulle pagine della “cronaca nera” di tutti i giorni.

Si tratta di fenomeni non più isolati bensì generalizzati in tutti gli strati sociali, la cui gravità suscita preoccupazione nelle istituzioni, insicurezza e ansia in genitori, insegnanti e ragazzi, quest’ultimi sovente protagonisti in negativo oppure vittime inermi e passive.

Al fine di contrastare queste problematiche sociali e arginare il dilagare di aspetti negativi e controproducenti per la civile comunità e per ogni singoli individuo, D. G. Giovani, Sport, Turismo e Sicurezza di Regione Lombardia in collaborazione con ASD Accademia Europea, ASD Fenasco e col contributo dell’ ASD Fight Club Firenze, promuove due importanti progetti sulla sicurezza delle donne e dei ragazzi: “Prendi a pugni la violenza” e “Milano Boxing School”.
I due progetti saranno illustrati dal Dott. Pier Gianni Prosperini (assessore regionale con delega alla sicurezza) con il supporto di Carlo Di Blasi, nel corso della conferenza stampa di venerdì 27 novembre 2009 - ore 11.00 – presso la Sala Riunioni 2 (Lotto pesca, piano terra), sede di Regione Lombardia in Via Pola 12/14, Milano.
Sito web: www.wipcommunication.it

Sicurezza, l’assessore Prosperini: “No al bullismo e allo stalking”

Pier Gianni Prosperini, Assessore ai Giovani, Sport, Turismo e Sicurezza

27 novembre 2009

(Ln – Milano) Un fortunato spot pubblicitario di qualche anno fa diceva che “prevenire è meglio che curare”. Ne è convinto ancora oggi anche l’assessore regionale a Giovani, Sport, Turismo e Sicurezza, Pier Gianni Prosperini, che questa mattina ha presentato due importanti progetti contro bullismo e stalking. Fenomeni che, purtroppo, stanno attraversando una parabola ascendente.

Con “Milano Boxing School” e “Prendi a pugni la violenza” Regione Lombardia ha deciso di intervenire concretamente per arginare le manifestazioni violente a partire proprio da dove ha inizio la formazione del carattere degli adulti di domani: la scuola.

A Milano e provincia nei prossimi giorni partiranno 50 corsi di boxe e kickboxing. Obiettivo: indirizzare in maniera corretta le pulsioni degli adolescenti e trasformare la carica negativa in una sana pratica sportiva insegnando sia l’autodisciplina sia i metodi migliori per difendersi.

“I nostri ragazzi – ha detto Prosperini – troppo spesso sono mal indirizzati. Per questo è fondamentale guidarli nella pratica sportiva facendo capire loro che questa può essere un’ottima valvola di sfogo. Non sono infrequenti casi di giovani che proprio così facendo sono riusciti a mettersi in carreggiata”.

Quello del bullismo però è solo un aspetto dell’ampio problema della violenza. Sono sempre più numerose le donne che denunciano episodi gravi nei loro confronti. Secondo una ricerca recentemente pubblicata, nei primi mesi del 2009 sono state addirittura 10.000 le richieste di aiuto.

“Numeri che fanno paura – ha aggiunto Prosperini -. Proprio come il solo pensiero di sentirsi minacciate. Per questo abbiamo realizzato un dvd che diffonderemo in maniera massiccia per sensibilizzare le ragazze e le donne sul problema”. Il dvd è un vero e proprio corso di difesa personale.

Tramite i consigli e le testimonianze della modella argentina Veronica Sigari e del Team del maestro Luca della Rosa e Gianmarco Moretti, vengono proposte tecniche preventive e difensive. Alle donne è insegnato come opporsi alle aggressioni e soprattutto come evitare situazioni di pericolo.

A partire proprio dai gesti di tutti i giorni che spesso si rivelano i più pericolosi: l’entrare in un portone ad esempio, lo scendere dalla macchina o l’attraversare un parco. Il dvd, nella fase iniziale, sarà distribuito gratuitamente in 5.000 copie in 200 centri fitness di Milano e provincia. In seguito lo si potrà trovare anche nei centri della grande distribuzione.

“Anche i soggetti sulla carta più deboli – ha concluso Prosperini – possono prendere a pugni la violenza, prevedendola, conoscendola e imparando a non temerla. Con queste iniziative siamo certi di aiutare a darle ’scacco matto”.

(Lombardia Notizie)

The Answer Lies Within

Novembre 4, 2009

E’ si è proprio il titolo di una canzone che adoro, dei Dream Theater, ed è una giuata affermazione, le risposte sono tra noi, giaciono tra noi.

Non è per niente vero che dobbiamo imparare, perchè nell’imparare non c’e’ proprio nulla da imparare, essere imparati vuol dire che abbiamo studiato, studiare vuol dire che qualcun’altro ci ha spiegato e insegnato attraverso dei termini e delle convezioni sociali sofisticate, dove poi tutti ci  dicono cosa dobbiamo fare o ci dicono quello che dovremo essere, e non è mai così, e chi lo decide cosa dobbiamo essere o fare?  facciamo forse tutti quello per cui abbiamo studiato o lavorato, no non credo e allora? che cosa ho imparato che la realtà e un altra? IO nel senso Universale sono un altro?. Molte volte è più saggio un ignorante è più libero e spontaneo e più vicino alla realtà obbiettiva della vita, solo che è ignorante, e alla massa questo no va bene, ma siamo figli di ignoranti ispirati dalla natura stessa delle cose, nelle nostre origini ci sono realtà arcaiche di veri e propri ingnoranti, nel senso che non sanno,  ma hanno dato vita a tutto ciò che ci circonda!

Dobbiamo solo ascoltare, ascoltare quello che il nostro cuore e il nostro istinto vogliono comunicare: anche l’arte marziale è cosi e dobbiamo reimpararla, reimpostarla, perchè la nostra coscienza ha cancellato tutta la spontaneità e la realtà oggettiva delle tecniche, ci sono solo convezioni, attacchi e risposte fisici e non calcolati e surreali. Finzioni dentro un Reale che creano un corto circuito cerebrale.

E cosi non è nuovo il fatto di scoprire che qualcosa va riadattato. reimparato, rieducato, e quindi dobbiamo mantenere l’istinto che abbiamo nel fare certe cose, ma ne dobbiamo  addestrare dei meccanismi per  rispondere in un determinato modo invece che in un altro, e  per essere  più efficaci, ma il corpo-mente conosceva già queste cose prima che tu provassi ad insegnarle…

Ed allora che dobbiamo fare, rincorrere come pazzi queste risposte, studiarle a crepacuore, o seppellirle chissà in quale inconscio, oppure, ammirarle e lasciarle crescere come un frutto per poi coglierle quando sono mature? 

Io non mi sento di dare una risposta a questa domanda, per certi versi la conosco già, ma dare risposte certe e scontate in una esistenza così vaga e astratta, non credo sia opportuno.

Credo più che dovrà essere la gente a trovare una propria affermazione e ad adeguarsi alla propria natura.

Credo inoltre che la risposta giace già tra noi sia che tu scriva o parli di politica, di corruzzione, di amore, di sesso, di cibo, di terra, di mare, del cielo, dell’uomo…….. ed è tradotta in molte lingue.

Gianmarco Moretti

KRAV MAGA TECNICA ANTISTUPRO A TERRA

Ottobre 25, 2009

Veniamo afferrate, strattonate, spinte, trascinate con violenza a terra; non riusciamo subito a reagire, lo stress e la situazione bloccano il nostro respiro e i nostri muscoli, l’ansia cresce, la paura fa 90, ma mi sono allenata per questo momento, e cercherò di non dargliela vinta.

Eccomi sono a terra le spalle sul terreno, il mio volto è rivolto verso di Lui, lo vedo, il suo viso è pauroso, pieno di cicatrici, e levigato dalla strada, sguardo frenetico e vuoto, occhi di diavolo, in preda chissà a quale sostanza o quale pazzia.

Mi ha steso per terra, e lì, e col suo corpo sopra al mio, mi schiaccia, mi preme e mi afferra i bracci molto forte; cerca di dimenarsi tra le mie urla e dai miei continui movimenti, continua a sbatterni a destra e asinistra per soddisfare le sue voglie e compiere il suo gesto, che nemmeno più una legge riesce a condannare.

Nessuno, Nessuno mi aiuta! che devo fare aiuto perchè proprio a me, no non posso cedere, non può vincere Lui, la mia vita, il mio corpo, Io?

E ancora spinge si fa spazio tra le mie gambe incomincia a togliermi con forza i miei, jeans, con un braccio alternato all’altro lotta per tenermi ferma e strapparmi via di dosso i miei pnataloni, fra un passaggio e l’altro mi colpisce con pugni e ceffoni;

Io lotto contro di lui per salvare la mi dignità, la mia integrità, ma non riesco a liberarmi; d’improvviso la mia consapevolezza di poter diventare martire di uno stupro mi sveglia e mi ricorda quello che facevo in palestra, la mia mente è assente, ma ragiona, è come se fossi in un tunnel i suoni sono distorti, le luci cupe, ma la testa ragiona, tutta la psicologia e la prevenzione ormai demolite e frantumate non mi hanno aiutato e adesso sono qua, sotto il diavolo, preda della sua fame di sesso e della sua rabbia incontenibile… devo sopravvivere, devo andare via da qua!

E la testa ragiona, la corteccia surrenale si ricorda, d’improvviso lo vedo lo focalizzo e qualcosa più forte di me mi spinge a reagire, mi ricordo le parole del mio insegnante,e così  sbarro il suo corpo con le mie ginocchia gli chiudo il passaggio, non riesce più  da entrare tra le mie gambe, continuo a ripetere questa tecnica strisciando sul terreno, ma lui non passa.

Continuo così cercando di portare fuori da uno dei due lati il mio sedere e  di inserire un piede, opposto alla mia uscita, su una delle sue anche per bloccare il suo cammino, ci riesco, adesso ho il ponte! un ginocchio interno a 45° sul suo busto come prima, un piede sull’anca, d’improvviso in mezzo ad uno stato psichico vaneggiante e sofferente riesco spontaneamente a spingere in maniera esplosiva col ginocchio, il piede che bloccava l’anca esplode sul suo viso; sento il suo naso e la cartilagine di quel volto assassino, frantumarsi e rovinarsi sotto il mio calcio.

Lui cade indietro ferito dal mio colpo, vedo uno spiraglio una luce, è la mia via di fuga, mi alzo e fuggo più veloce che posso, e consapevole che non dimenticherò e che se non mi ero preparata a dovere da lì non sarei mai uscita!

No! non dimenticherò mai di sicuro, ma grazie al Krav Maga ho evitato il peggio, e adesso avrò bisogno di un pò di aiuto per alleviare la mia esperienza, scoppiero di certo a piangere ma sono viva, sono qui, non è riuscito a violentarmi e questo non è poco.

Di certo mi posso ritenere fortunata, ma se non era per il mio allenamento sarebbe tutta un altra storia.  

 

 Un ipotetico racconto in prima persona, un racconto 3d con insegnamento tecnico shiaffato la nel mezzo.

Cosa non c’e’ più

Settembre 24, 2009

Siamo quelli della televisione con i tasti accanto allo schermo, che quando andavamo insieme a babbo e mamma a sceglierla c’era ancora il bianco e il nero. Le televisioni poi erano o grigie o nere o rosse o bianche. Siamo figli di quella generazione di ragazzi, dove i cartoni animati erano cartoni animati e non mouse animati. E Ryu ve lo ricordate Ryu?  se vi ricordate lui siete come me…..

Si andava a giro in bici affrontando nuovi paesaggi e nuove scoperte, non importava la distanza,  la scoperta era l’obbiettivo, la cuoriosità, l’amicizia, la spensieratezza, la spontaneità facevano parte di noi e del nostro stupido e fragile coraggio.

Si collezzionava figurine, le sole cartine che conoscevamo erano  le mappe stradali per i pic-nic nei campi, le vacanze con la famiglia.

Facevamo la fila  in un lurido e sfasciato posto chiamato barrino o  circolo. Gestito da persone fermamente cristiane ed impegnate nel riscatto sociale della loro vita; dimostrare agli altri la loro coerenza con i doveri ecclesiastici e il popolo, secondo la morale del posto, cercando di nascondere i propri peccati. Qua si giocavano i pokerini in una stanza piena di fumo e birra, non c’erano shottini, si masticava solo le Brooklin e le Big Babol. Chi era troppo e balordamente cresciuto, era fuori sul sacrestato della Chiesa a rullare canne, e il prete lì ad osservare ad urlare….

Chi era più bravo si mangiava chili di gomme giocava a porta a porta ( no Bruno Vespa) dovrebbero darli a noi diritti della trasmissione, ai  figli della mia generazione.

Le bimbe giocavano al tira e molla con noi ed amavano sempre quelli più  grandi e vestiti bene che facevano i duri e gli stronzi. Le bimbe facevano le ribelli, andavano con i grandi, si ma solo limonate e tastate le altre cose dovevi aspettare mesi a volte anni, a volte mai, adesso è d’obbligo.

Facevi di tutto per conquistarle e poi quando ne trovavi una.. Zac era belle presa dal più figo e più giusto della compagnia, e tu restavi fregato. Te ne andavi con la testa tra le spalle e ti sentivi solo come un verme, poi un pallone una pacca sulla spalla e via a giocare con chi in quel momento aveva il pallone. Eh già non tutti avevano il pallone e spesso si doveva andare a suonare da  chi lo aveva, chiedere il permesso alla mamma del propietario ( il padre era sempre cattivo ed a lavoro), e poi al figlio, fatto questo si giocava in un campino d’erba con le buche, sul marmo, tra l’asfalto e la ghiaia, si tornava tutti rotti, a casa acqua ossigenata sui ginocchi e via a letto!

I primi moccoli e le prime bestemmie affioravano dopo una lunga scuola di perfezionamento in parolaccie, esaurite quest’ultime si passava ad altro. Ce ne volevano di schiaffi e di cinghiate ( ma i bimbi di ora lo sanno cosa è una cinghiata?), oggi queste cose non si fanno più ci sono’ avvocati e telefoni fuxia e azzurri…

Le spinte, le botte i calcioni, fuori dalla scuola tra alunni promessi dalla mattina in coda per entrare;  armati di tutto, scontri tra bande. E le trasferte in motorini per fare a botte con i si, i ciao, i bravo, ma che l’hanno mai visti. Le trasferte le botte tra quartiere e compagnie per una donna o uno sguardo fatto male, che fionivano sempre a panini e patatine al circolo (quando andava bene!).

La vespa cazzo eri un fico…. Parlavi di cilindri, pistoni, rubavi la paghetta per truccare il mototino dalla giacca del babbo, che era sempre lì… Lui sapeva tutto. quando facvi trasferte con la vespa avevi paura che la rompessero a la rubassero.

Se ne prendeva tante ma si picchiava anche. Le guerre tra palestre, le competizioni con gli altri membri di altre squadre, faccia a faccia non via telefono….

I primi amori, le estati, lunghe vacanze di mesi partivi tra i pianti con i nonni e tornavi a casa con un nuovo amore, che poi ti lasciava a settembre, subito iniziata la scuola.

L’ imbranatezza, la vergogna e il coraggio dei primi baci e le prime esperienze, sparito tutto. Quelle sensazioni infantili e istintive che ti aiutano ad aandare avanti, piccoli e ingenuo pensieri passo dopo passo un poco alla volta, ma con rispetto.

Si poteva ridere e scherzare, restare soli fino a buio in un parco o in un campino, non c’erano “uomini neri” adesso i veri pericoli cadono dal cielo o scoppiano dentro un autobus, o si nascondono dentro il buio e dietro l’angolo.

I robot facevano i robot, i principi erano principi, le donne donne gli uomini uomini. Oggi il polso delle donne è uguale al polso di molti uomini e quando c’e’ da dare un colpo di grazia, essere determinati scegliere di vivere o morire, non importa se con o senza suicidio (seppoku), ci tiriamo indietro. L’uomo non è più uomo è ibrido, schiacciato da una politica paritaria giusta ma sfacciata e incoerente, le donne da sempre più abili e arriviste lo circondano, troppo ying e lo yang va a puttane ( a volte nel vero senso della parola).

Le nonne e genitori  ti cercavano  urlando per la strada se facevi tardi, perchè tutti ti conoscevano.

Le merende (non del Pacciani) con gli amici a suon di nutella, girelle, e fieste, o pane vino e zucchero. Un c’era tutta questa scelta.

L’odore delle stagioni sempre puntuali e sempre coeretni.

Le ricreazioni a scuola, le campanelle hanno sempre fatto uguali tutte, ma quelle erano diverse, erano le tue campanelle. 

Le corse in classe, le caccole sotto i banchi, le prime gonne, gli urli del professore unico!, il tempo sempre pieno perchè i tuoi lavoravano, ma perlomeno il guadagno permetteva buoni frutti, e allora vacanze al mare in montagna, all’estero……..

Il cuore in gola del primo appuntamento, dell’interrogazione, di una partita.

 

Oggi queste cose ci sono ma sono obbiettivamente diverse, pensiamoci.

CIRCUITO KETTLEBELL PREPARAZIONE ALL’ALLENAMENTO

Settembre 12, 2009

Questo lavoro è  ottimale per svolgere un attività di riscaldamento, preparazione e condizionamento cardiaco all’ allenamento:

 

-Posizionare almeno due kettlebell di uguale peso oppure es. una 16 kg e una 20 kg, negli angoli del vostro spazio/quadrato/palestra.

-E’ un circuito continuo che va ripetuto per 5 volte minimo.

-Partite da una kettlebell cominciate a compiere 20 swing nel primo angolo con la prima palla.

-Finito il swing cominciate a compiere delle flessioni a terra complete, fino ad arrivare balzando sulle vostre braccia (flessione completa balzo da terra in avanti), all’altro angolo.

-Qui con l’altra palla cominciate a svolgere 20 sumo squat.

-Finiti i 20 sumo squat ripartite sempre con flessioni balzate verso l’altro angolo,

-Arrivati all’angolo (quello della partenza)  ricominciate per altre 4 volte, totale 5 serie.

-Quando avrete più uomini a lavoro cercate di non creare pause o intervalli di riposo, dovranno lavorare a circuito chiuso per lo stesso numero di ripetizioni, nel caso che uno di loro abbia un ritmo e una resistenza migliore del suo collega di palestra, e dovesse arrivare alle stazioni di lavoro in anticipo, cioè quando il suo amico non ha finito, fatelo lavorare attivamente con altre flessioni, o piegamenti sulle gambe ecc..

 

 

-In questo circuito non ci si ferma fino alla fine se dobbiamo attendere la fine di un esercizio si lavora, come ho detto prima, fino a quando chi ci sta davanti non ha finito l sue ripetizioni, poi cominciamo il nostro.

-Cercate di compiere flessioni di qualità non importa farne un certo numero rispetto ad un altro, per le flessioni ogni persona avrà le sue ripetizioni, spingete da terra molto in avanti e non verso l’alto se no non vi muovete in avanti.

-Nel sumo squat scendete con schiena diritta (culo in fuori!) fate toccare la kettlebell a terra.

-Nel swing spingete bene con il bacino, la spinta non è di braccia sono una conseguenza dello slancio.

-Contraetevi nelle parti finali dei vostri esercizi, dopo le fasi di spinta sia  sullo squat che sullo swing, ma decontraetevi in fase di discesa.

-Non considerate questo circuito un lavoro fisso, è ovvio che dovete considerare gli obbiettivi del vostro allenamento in funzioni a gare,stage ecc.. in alcuni casi può essere utilizzato ai fini di una preparazione agonistica ma poi avrete bisogno dei vostri allenamenti specifici.

 

Fatemi sapere!!!!!!!!!

Gianmarco Moretti

 

 

KRAV MAGA HARD-TRAINING

Settembre 6, 2009

Ingresso palestra Herzelya

Questo articolo è frutto di una folle ed esasperata ricerca per ottenere il massimo stress fisico e mentale necessario per rendere il più reale ed adeguato possibile le  simulazioni ai combattimenti reali del krav maga per professionisti e passionisti di settore.

 

Seguirà qui di sotto una seduta di allenamento molto particolare…….; il suo unico scopo sarà quello di demolire il proprio condizionamento fisico al fine di trovare il proprio limite per poter poi lavorare in modo molto affaticato e antilucido sulle simulazioni.

Questa tipologia di allenamenti così severa dovrà essere il vostro obbiettivo di lavoro finale per un corso accademico di un certo livello o per un corso specifico di addestramento. Non può essere considerata una lezione classica…..

Dovrete scegliere gli elementi che vi parteciperanno ( almeno che non si siano scelti da soli!).

Consiglio di lavorare minimo 90 mnt (dipende anche dal ritmo indivivuale)  in maniera  costante e determinata con un recupero di 2 mnt tra gruppi di esercizi.

 

     simulazone cecchino con Galin Gianmarco Moretti Gianmarco Moretti & Galin per il Submunition Training Scorta VIP Herzilyaa, Tel-Aviv Israel Oct. 2008

 

Training Palestra

  

Corda o Skip (per chi non sa saltare) di 5 mnt continui con cambio di ritmo:

1mnt medio, 1mnt forte, 30 secondi fortissimo, 30 secondi medio, 1mnt forte, 30 secondi forte, 30 secondi fortissimo.        5mnt

 

Kettlebell: 16Kg (uomo medio), 20Kg o 24K ( uomo forte)

 5 mnt di Swing con flessioni      

 oppure   

 5 mnt di Snatch con  flessioni (2,5 mnt per braccio)

 -  1 mnt Swing o Snatch e 30  flessioni poi riparto per un totale di lavoro in S/S di 5mnt -

 

Trazioni alla sbarra in successioni

5x (1,2,3,4,) :  ogni serie di 5  è composta da un lavoro alla sbarra dove riparto sempre da 1 prima di fare le altre. es. 1ma  serie 1 trazione, poi l’altra sarà 1+1 trazione, poi 1+1+1 trazione, poi 1+1+1+1 e poi 1+1+1+1+1 e riparto per altre 4 volte, totale 5 serie. Qui 1mnt di stop tra le serie.

 

A terra

-Cadute 20 avanti, 20 dietro, 20 per lato e n. 20 rotolamenti  stesso numero per direzione

-100Addominali: negli ultimi 20 con o senza guantone colpire sull’addome di chi fa l’esercizio in modo deciso

-50 Flessioni: braccia vicino al corpo con le mani all’altezza del petto, testa diritta mai schiena curva,flex completa, nelle ultime 30 colpire con un calcio ai fianchi o alla pancia in modo deciso l’esecutore.

 

Alla Sbarra

-Appesi per le braccia con o senza guantone colpire deciso chi è alla sbarra  per 20 volte all’addome

-Appesi per le gambe (testa in giù) lottare e colpire (solo braccia) per 2,5 mnt contro un altro in piedi di fronte  

 

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Parte Tecnica

- Ripasso 5 volte per lato di ogni tecnica di aggressione e strangolamento.

- Ripasso 5 volte per lato ogni tecnica di minaccia e attacco armato per ogni tipologia di arma. 

-Adesso come prima 5 volte per lato,  però inserisco prima della esecuzione della tecnica 1 flessione, 1 piegamento sulle gambe; 1 swing, 2 snatch (1x lato).

 

- Finale:  1 uomo col colpitore, 1 col bastone, 1 con coltello simulare, 1 con arma da fuoco simulare, 1 a mani nude: esecuzione; 1 uomo colpisce per 2,5mnt il colpitore gli altri attaccano, trascinano, afferrano,spingono, feriscono ecc.. colui che sta tirando i pugni e i calci al colpitore si deve difendere da ogni attaco/minaccia da ogni angolo.

 

 

Gianmarco Moretti IKMF Instructor for Fight Club Firenze since 1989

STOP VACANZE…. AFTER SUMMER NO PROBLEM….RIPARTIRE FORTI COME LEONI

Agosto 23, 2009

I seguenti workout saranno tre tipologie di allenameneto destinate al recupero e al rafforzamento muscolare per la ripresa dell’attività fisica agonistica, quindi una preparazione di fondo con kettlebell. In questi casi non si lavora a tempo con monoesercizi balistico-statici, non siamo ancora in grado di avere quella rsistenza.

E’ ottimo abbinare tali esercizi ad un minimo di 7km di corsa a settimana dove si può aggiungere scatti e allunghi.  

PESO PALLA  16 KG     CON SET A DISPOSIZIONE  16KG, 20KG, 24KG

WORKOUT 1: LUN MERC VEN

WORKOUT 2 E 3 : GIOV  SAB ALTERNARE QUESTI CIRCUITI MA MANTENERE FISSO IL PRIMO TROVATE UN GIORNO DI RIPOSO (QUESTI SONO ESEMPI DI LAVORO).

LAVORARE PER 3 SETTIMANE, LA TERZA SETTIMANA INSERIRE NEI RECUPERI DI 30 SECONDI IL LAVORO ATTIVO CORDA,VUOTO O CORSA MODERATA, SWING MAX 20 RIP, NO FLESSIONI

MANTENERE INTENSITA’ DI LAVORO MEDIA, AUMENTARE SOLO LA TERZA SETTIMANA.

 

 

WORKOUT 1

CIRCUITO DA RIPETERE  PER 2 VOLTE CONSEGUTIVE:

 

RISCALDAMENTO:

A1 – 15MNT STRETCHING 

(recup. 30 secondi)

A – 20 RIP. AROUND THE HEAD, 20 RIP. SWING , 15 RIP. SNATCH X BRACCIOrecupero 30 sec tra gli esercizi)

1 MNT STOP

 

DORSO,BRACCIA,TRICIPITE,SPALLE,AVAMBRACCIO:

B-  4 SERIE X 12 RIP. X BRACCIO CLEAN & PRESS  (recupero 30 sec tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

GAMBE,GLUTEI,POLPACCIO,BICIPITE FEMORALE,SCHIENA,TRICIPITE,POLSO,SPALLE:

C-  4 SERIE X 15 RIP. X BRACCIO ONE HEAD SUMO SQUAT (recupero 30 sec tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

SPALLE + TOTAL BODY:

D-  4 SERIE X 6 RIP. X BRACCIO TURKSIH GET UP  (recupero 30 sec tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

ADDOME BASSO-ALTO-LATERALE:

E- 3 SERIE X 15 RIP. RUSSIAN TWIST, 3 SERIE X 15 RIP X BRACCIO RUSSIAN SIT-UP ( recupero 15 sec tra gli esercizi)

 

Ripartire per il secondo turno recupero di 2,30 mnt

 

 

 

WORKOUT 2

 

CIRCUITO DA RIPETERE  PER 2 VOLTE CONSEGUTIVE:

 

RISCALDAMENTO:

A1 – 15MNT STRETCHING 

(recup. 30 secondi)

A – 20 RIP. AROUND THE HEAD, 20 RIP. SUMO SQUAT PRESA A DUE MANI , 25 RIP. TRAZIONI AL MENTO ( recupero 30 sec tra gli esercizi)

1 MNT STOP

GAMBE,SCHIENA,AVAMBRACCIO:

B – 4 SERIE X 15 RIP. SUMO SQUAT PRESA DOPPIA ( recupero 30 sec tra gli esercizi)

 

GAMBE,INGUINE,FLESSORI,POLPACCI:

C - 4 SERIE X 12 RIP X LATO  SIDE TO SIDE (30 sec di recupero tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

DORSO,SPALLE,FIANCHI,OBLIQUI,GRAN DENTATO,TRAPEZIO:

D - 4 SERIE X 8 RIP  X BRACCIO WINDMILL (30 sec di recupero tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

ADDOME,GAMBE,SCHIENA,BICIPITE FEMORALE,GLUTEI,POLPACCIO,DELETOIDE,TRAPEZIO,PETTO:

E - 3 SERIE X 6 RIP RUSSIAN ROCK UP IMPUGNATURA DOPPIA DELLA PALLA (30 sec di recupero tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

ADDOME BASSO-ALTO-LATERALE:

F – 3 SERIE X 15 RIP. RUSSIAN TWIST, 3 SERIE X 15 RIP X BRACCIO RUSSIAN SIT-UP ( recupero 15 sec tra gli esercizi)

 

Ripartire per il secondo turno recupero di 2,30 mnt

 

 

 

WORKOUT 3

CIRCUITO DA RIPETERE  PER 2 VOLTE CONSEGUTIVE:

A1 – 15MNT STRETCHING

A -  30 RIP. AROUND THE WIST, 20 RIP.   JERK, 15 RIP. X BRACCIO SNATCH ALTERNATO PER LATO CONTINUO, 20 RIP SWING + SUMO SQUAT.

1MNT STOP

 

BRACCIA,AVAMBRACCIO,BICIPITE,POLSO,DELTOIDE:

B – 4 SERIE X 15 RIP. BOTTON UP DUE KETTLEBELL  (30 sec di recupero tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

DORSO,BRACCIA:

C – DOPPIO KETTLEBELL 4 SERIE X 15 RIP. RENAGADE ROW (30 sec di recupero tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

TOTAL BODY+ GAMBE+BRACCIA+PETTO,GRAN DENTATO,DELTOIDE,BICIPITE,TRICIPITE:

D – 3 SERIE X 15 RIP. TRIPLE H (30 sec di recupero tra gli esercizi)

1MNT STOP

 

ADDOME BASSO-ALTO-LATERALE:

F – 3 SERIE X 15 RIP. RUSSIAN TWIST, 3 SERIE X 15 RIP X BRACCIO RUSSIAN SIT-UP ( recupero 15 sec tra gli esercizi)

 

Ripartire per il secondo turno recupero di 2,30 mnt

 

 

 

 

 

 

AAAA…. CERCASI “BUDO” DISPERATAMENTE…

Agosto 10, 2009

Che fine ha fatto il Budo di una volta?

Prima di tutto dobbiamo fare una considerazione storico-culturale-temporale.

Parlare di Budo oggi è come parlare dei traghetti a vapore dei secoli passati. Mi spiego meglio nella società di oggi o quantomeno nella vita che stiamo affrontando dobbiamo tenere conto del fatto che le visioni empiriche, istintive, approssimate  ed  inzuppate di etica, moralità, misticismo e educazione Spirituale nelle opere di certi maestri di un tempo, oggi non sono più identiche, perchè vengono presi in considerazione solo i risultati scientifici, e pertanto affrontare il Budo sotto questo punto di vista è un “fuori tema” grosso come una casa.

Possiamo solo tenere conto di questa considerazione ed accertarsi di un dato corrente; ovvero che viviamo in una società per la maggior parte già controllata da sistemi politico-economici che non necessitano di guerre, e non educano alla guerra come nelle epoche feudali giapponesi  del passato.

E’ quindi difficile e di natura  sporadica che  oggi si abbiano figure marziali di tale provenienza culturale. Ci sono delle eccezioni sicuramente in alcuni personaggi, per lo più del dopoguerra e in  alcuni rari casi con personaggi del presente. Per quanto riguarda invece  la maggior parte dei praticanti e studiosi di “tali” discipline della realtà dei giorni nostri, sia come tempo a disposizione, che capacità intellettive psico-motorie, che dedizione allo studio dei classici cino-nippo-indiani senza preconcetto, e possibilità d’impiego dei mezzi fisici e mentali in un certo inquadramento sociale si ha un risultato tendente a zero.

Valutando il panorama marziale dobbiamo per forza ammettere che il Budo sta scomparendo, per lasciare libero il passo a culture sportive che prendono solo in prestito il nome Budo, separandolo da quel significato pluridimensionale che tanto è stato cercato, e riducendolo ad un oggetto unidimensionale.

Quando mi riferisco al pluridimensionale intendo non solamente  lo studio e la pratica di una tecnica, ma anche la preparazione psicologica (disposizione mentale al combattimento), intuitiva, respiratoria, spontanea, Spirituale, e culturale dell’inconscio/conscio  dell’ individuo, attraverso tutte le  fonti dei testi classicisti e lo studio teorico pratico del teo-filosofismo feudale del  passato. Dare la possibilità ad un soggetto che percorre un cammino di comprendere ciò che sta compiendo/vivendo, assimilando ed imparando, spiegando attraverso la pratica costante e non solo con una esplicazione vocale da passato misticista, che sta vivendo un Esperienza. Tale Esperienza lo porterà ad un raggiungimento Etico, Morale  e Spirituale (indipendentemente dalle proprie tradizioni) più ampio e profondo.Perfezionando l’integrazione di Sè con il Mondo esteriore.

Associare la parola Budo al Pugilato è un errore, ma vale anche per la Kickboxing, la Krav Maga ecc…

Il Budo è una sorta di ISO 9000 delle Arti Marziali, ne garantisce una qualità superiore per tutti gli esseri umani, grazie al valore aggiuntivo della Realizzazione del Sè, che permette di padroneggiare una sorta di potere psico-fisico irrazionale ma pluridimensionale; quello che permette ad un anziano Maestro di battere un giovane allievo attraverso il Maai- Yomi- Yoshi e altre carattteristiche. Entrare nell’ Esperienza Spirituale dell’Arte, nella Dimensione. 

E’ ovvio che alla luce di ciò che ho espresso  dobbiamo fare delle differenziazioni, che io così intendo:

- Arti Marziali

             -Arti Tradizionali      

                                                           -Sport a contatto pieno (o da combattimento)

Le Arti Marziali, quelle vere senza nulla togliere alle altre, sono tutte quelle arti di combattimento di origine Cinese, Indiana, Giapponese. Koreana ecc… (oggi considerate vecchie per errore)  dove l’apprendimento avviene con un affinamento tecnico mente-corpo non  duale, attraverso la pratica e lo studio di trasmissioni orali classiche e tecniche come i kata,  solitamente si riferiscono a periodi storici feudali pieni di lotte, guerre e domini, quindi hanno secoli di vita che sono legati a tradizioni e culture con  un tempo di assimilazione  della durata di una vita, per arrivare a renderle automatiche ( per padroneggiarle si ha bisogno di almneo 20 anni di addestramento). Un esempio sono: Judo, Karate, Aikido, Jujitsu, Taekwoondo, Tang Soo do ecc.. di cui  anche oggi abbiamo dei bluff  perchè insegnate attraverso la sete di vittoria come unico valore e sono solo fisiche, vedi gare sportive. In realtà dovremmo dare vigore e virtù anche alla sconfitta, poichè nel percorso della Realizzazione e Integrazione del Sè questi non ha valore, il raggiungimento della vittoria è una conseguenza di un percorso di volontà e impegno continuo al miglioramento senza uno scopo, ma guidato solo dalla spontaneità all’interno di un esperienza. C’e’ da fare una considerazione il termine Budo principalmente e unicamente si riferisce alle Arti di tipo giapponese, infatti solo i nipponici sono riusciti a creare volontariamente una cultura del DO, ma per quel che riguarda le altre Nazioni di provenienza non è esiste un termine DO,  è possibile però  applicare alle discipline di competenza (es. Taekwoondo, Viet Vo Dao)  le stesse dinamiche di ricerca e Esperienza in quanto sono metodi di combattimento che provengono da culture opposte ma simili dal punto di vista Teo-Filosofico.

 Le Arti Tradizionali sono l’altra faccia delle Arti Marziali ovvero l’ insieme di quelle Arti culturali che un giovane guerriero doveva conoscere insieme al saper combattere, per definire e completare la sua “figura professionale”, es. Samurai, secondo le tradizioni di un tempo, e sono:  il nuoto, il cavallo, il tiro con l’arco, la scrittura, l’arte dei nodi, la pittura ecc..; si capisce che oggi si sono suddivise in sport e studi a se stanti e pertanto fini a se stessi.  Anche queste Arti ad eccezzione del nuoto e del cavallo (sistemi di apprendimento pratici per un campo di battaglia) avevano   una loro dimensione culturale e Spirituale importante per il Budo, che eventualmente può essere riproposta, ma dobbiamo considerare che l’aspetto didattico oggi è frutto di un insegnamento scolastico di Massa di natura pubblica o privata.

Gli Sport da combattimento sono quell’ insieme di discipline da ring che prevedono lo scontro a contatto pieno, possono essere più  concrete sotto l’aspetto tecnico. Infatti la risposta ad un problema è immediata, se la tecnica è sbagliata pago seriamente, e il tempo educativo è molto più breve,  ma sono meno ricche di numero di colpi perchè  sono previste meno tecniche di percussione, esempio non ci sono i colpi a mano aperta. Di queste discipline unicamente e solitamente unidimesionali (solo forza  fisica), si fanno eccezzioni per la Muay Boran e la Savate. La Muay Boran è l’unica con una tradizione antica e culturalmente vasta sia per i metodi di trasmissione ( forme o kata) che di Integrazione Spirituale; la Savate invece  è l’unica vera Arte Marziale occidentale con una tradizione secolare nello  studio e nella pratica, dove si abbracciano anche altre metodologie di addestramento come la Canne e il coltello (Savate Defense). Non è pertanto esatto definire gli Sport da combattimento un Arte Marziale anche se molto simile a  quest’ultima, mancano di una pluridimesione. Ci sono anche casi in cui Maestri che hanno conosciuto il budo sono riusciti a mettere a frutto ed  integrare quegli insegnamenti nella pratica degli Sport da combattimento, ma non è una regola fissa, sta alla bravura e l’esperienza del Maestro.

Ricordo che è facilissimo confondere gli Sport da combattimento dalle Arti Marziali non solo perchè i primi si appropiano del termine Budo ma perchè nella pratica hanno a comune la prima dimensione quella fisica, la forza e l’uso della tecnica, pertanto sono facile da considerare identici quando in realtà sono due cose distinte. 

 

 

Allora che cosa è il Budo?

In parole povere tenendo in forte considerazione gli elementi che ho espresso prima per il Budo dobbiamo considerarlo, secondo me, un perfezionamento di Sè stesso attraverso l’ approfondimento delle Arti Marziali. Questo permette all’ uomo di arrivare ad una Condizione Spirituale eccellente e di un livello enormemente superiore. Ovvero si perviene ad una modalità di esistenza nei propri confronti e degli altri attraverso la padronanza delle tecniche orientate al combattimento all’ultimo sangue e l’ ampliamento della propria cultura con l’assimilazione di alcune tecniche strettamente legate ad una  Esperienza Spiritulae passata  in contatto con la  “Natura” (vedi lo Zen ma sopratutto).

 

 

Conclusione

Capite adesso con che difficoltà uomini come Gichin Funakoshi hanno dovuto combattere per portare il Karate nel Budo e che razza di Universo sono le Arti Marziali, come si può pensare di impararle in un giorno e spacciarle al mercato del pesce come molti Istruttori/Maestri fanno? Vuol dire non avere considerato la propria lealtà, non avere nè rispetto nè educazione, essere dei semplicioni rifiutati dallo stesso intelletto che cercano di vivere sulle spalle degli altri, offendere una cultura di secoli e non comprenderla perchè vista solo come fantascienza, ma non è così, la fantascienza siete voi che volete inventarvi di tutto, altro che Spielberg.    

Ci tengo a sottolineare che questi concetti definiscono e alimentano una qualità di lavoro molto elevata e difficile da raggiungere come obbiettivo anche se compresa, e non vogliono assolutamente escludere la bravura dei praticanti di ogni singola disciplina, la bellezza di ogni metodo, nè essere termini di paragone per confrontare le vostre scelte e tematche in merito alle vostre Esperienze. Questa considerazione è solo frutto di una ricerca personale che trovo adeguata, coerente e reale.

Inoltre volevo ricordare di non considerare mai le Arti Marziali e gli Sport da combattimento  in rapporto alle armi da fuoco e gli scontri di massa. Questo errore può portare presunzione e falsificare una reltà. Fare Arti Marziali o simili portà ad essere sicuramente un ottimo combattente ma relazionarsi alle armi da fuoco è pericoloso, una pistola è più forte di un uomo anche se esistono le tecniche di corpo a corpo per tale situazione che è giusto studiare, non è detto che io sia sufficientemente bravo.  Nelle risse e le guerre quanti uomini potrò veramente abbattere senza nemmeno ferirmi al di là delle mie qualità tecnico-fisiche e il mio addestramento? E se vengo ferito la mia condizione di lotta si intensifica fino a peggiorare. Noi consideriamo spesso la lotta da un punto di partenza dove tutto è ok e funziona e stiamo bene, ma in quel caso non ci sono arbitri, regole, le ferite sono reali e mortali non è la stessa cosa. La lotta in strada o la guerra sono un altra cosa, lasciatevelo dire da chi ha più esperienza di altri. Fidatevi le Arti Marziali intese come tecnica e filosofia impallidiscono di fronte a certe realtà, ma è bene conoscerle ed impararle tanto meno cercare di elevare l’Uomo dentro di Noi, tornate al Budo datemi retta, per le altre cose si vedrà lì per lì non ci pensate siate spontanei al momento, non le cercate, fatevi cercare e se avete studiato vi troveranno preparati.

 

 

Gianmarco Moretti

CONSIDERAZIONI SUL KOBUDO E LE ARTI MARZIALI OGGI

Luglio 31, 2009

RABBIALa tecnologia, la facilità di informazioni, il sistema di vita “ce plus facile”, senza dover per forza frequentare una palestra dove rapportarsi con altri esseri umani e col proprio corpo,  ha permesso non tanto di imparare, ma quanto meno di vedere, comprendere e valutare queste realtà in maniera più vasta e commerciale, dando modo di osservare anche a coloro che non frequentano, che non praticano, che non sanno.

La necessità di soddisfare certi istinti e di imitare certi miti prima ancora dell’amore e la pratica per la Disciplina sono diventate due necessità succubi di un mercato folle, vario, arrangiato e pieno di false verità.

La fatica di praticare con costanza e l’ impossibilità di frequentare (vedi  causa lavori allucinanti  per orari e stress), hanno portato a selezionare e  a sviluppare un determinato tipo di atteggiamento caratteriale che soddisfa e si confà ad  un certo numero di persone che subisce un assuefazione , un autostima eccessiva al limite del delirio di onnipotenza, un nutrimento del loro Ego unito a false ideologie e inattuabili scelte tecniche.

O meglio ci possiamo esprimere: nella cultura di oggi sovrastata dal troppo controllo, dall’ allarmismo, dalla ossessiva razionalità e necessità di risposta, dalla volontà e la sempre  ricerca di un sistema nuovo e immediato per approfondire uno specifico (arti marziali), dalla troppa semplicità e il tutto e subito.  Abbiamo dei tipi di soggetto sociale che nel percorso di una strada ( la disciplina) interrompono, deviano, modificano, cuciono a proprio piacere, svendono, inventano, cambiano le carte in tavola, costruiscono castelli federali sempre più commerciali, il tutto con un prezzo da pagare:  il caos e la menzogna nei confronti, no di loro stessi,che sanno di plasmare, ma di tutti noi e anche tu che stai leggendo non sei escluso.

Oggi le arti marziali sono una barzelletta a confronto di come erano una volta dal punto di vista dei praticanti e non della materia di cui forse conosciamo di più di quando inizio a svilupparsi, è ovvio che  ci sono anche dei tecnici e praticanti bravissimi non lo escludo e gente veramente pericolsa, ma sono pochi.

Chi vive la “Palestra” dal greco palos luogo di addestramento, nei termini di come è nata visto le realtà storiche militare di secoli di civiltà è quasi completamente sparito.

Ogni tanto ci sono spiragli di luce in alcuni soggetti che sanno come interpretarla, è da loro che dobbiamo imparare cercando di captare il più possibile nell’intento di migliorare noi stessi, e non quello di ingrassare lo strato superficiale della cosa.

E’ anche vero che per vivere la palestra in un certo modo, può creare conflitti con le attività lavorative e gli affetti, non sta a me dirvi come risolvere tale problema, ogni persona avrà un suo metodo e una sua motivazione.

Infatti il continuo addestrarsi prevede la pratica non solo dell’addestramento marziale,  ma l’uitlizzo e la necessità di perfezionare la propria macchina in dotazione attraverso svariati metodi di allenamento e potenziamento rispettando i cicli di recupero, di gara, di attività motoria.

Solitamente i soggetti dediti a questo tipo di vita possono sembrare schivi,cupi, strani, pazzi, artisti e sotto certi punti di vista patologici, imprevedibili e pericolosi, questo è dovuto al fatto non solo delle botte come si può pensare di primo acchito, ma agli innumerevoli sforzi per condividere, trasformare, interpretare, praticare e documentarsi di tali discipline.

Molto spesso alcui soggetti se non sono strettamente legati ad ambienti dove il contatto è costante ( es.boxe), sono anche difficili da riconoscere e meno evidenti nelle qualità fiisiche, si muovono  indifferenti all’interno della società e spesso al di là delle caratteristiche caratteriali sopra descritte, che emergerebbero solo in un comportametno di conoscenza, ovvero se capitasse di frequentarli ed essere loro allievi.   

E’ comunque importante sottolineare che questi soggetti, ad oggi, restano l’unica speranza reale e attraverso il loro lavoro che interagisce spesso con un universo spirituale parallelo, sono la salvezza umana degli aspetti psicopatologici di questi uomini d’oggi.

Capaci con il  loro  carisma e il  loro addestreamento di prendere per mano intere società a cui spiegare e insegnare un attimino come interpretare i significati della vita stessa.

Questo fattore è dovuto al continuo restare con “i piedi per terra”, la capacità delle arti marziali di salvaguardare l’aspetto psicologico, di vivere l’eterno presente, di porre sempre l’uomo di fronte al pericolo e ai propri limiti, fa si che questi esseri, adulti prima del tempo, no raccontino balle e  stronzate sulla vita e altre cose simili.

Prendete per esempio una società che per necessità si deve imporre e sopravvivere in un triangolo di guerre e attentati.

 Pensate che il costante pericolo e l’ addestramento fisico e mentale alla “morte/vita” e sofferenza, fin da piccoli, sia lo stesso imposto ai  nostri figli? o pensate e vi rendete conto che pur essendo penoso e sofferente, questo dia modo a tali persone di viversi le cose con un altro significato, rendedoli meno ipocriti, più concreti e con le palle che gli fumano. 

Certo non sono qua a sperare che scoppi una guerra, sarebbe stupido, ma se pensiamo alla vita  come sofferenza (vedi ultime verità di Buddha o anche le parole di Cristo e Maometto) non commettiamo di certo un errore perchè la felicità e limitata e incostante  e l’unica porta per arrivarci è passare attraverso il sacrificio e la sofferenza intesa come percorso di vita.

Se vogliamo comprare una casa dobbiamo lavorare, risparmiare e Rinunciare, senza pensare che dobbiamo fare anche altre cose primarie come mangiare, non è forse questa sofferenza?.

Se vogliamo combattere e fare arti marziali, non possiamo fare fitness o saune dimagranti in un kimono o panta thai; dobbiamo allenarci e soffrire provare dolore e capire, allora forse dopo sarò un altro uomo e potrò combattere sul tatami, sul ring e nella vita.

Il problema è che è cambiato tutto, ed a noi ci viene trasmesso solo il livello superficiale più facile da commercializzare, meno doloroso e stancante.

Vogliamo palestre piene di fighe, che distraggono dall’ allenamento (non sono contrario alla figa è che è difficile gestire bene le due cose, ma è giusto provarci) e all’ultima moda, o vivere come un Van Damme dei nostri tempi senza il dolore dello scontro, e con tutti i benefici con  la figa che dopo un match lo  t……., e no! cari miei non è così! magari fosse solo così.

C’e’ da lavorare tanto fuori e dentro di noi, oggi il progresso/regresso  non è solo nei libri di storia alla pagina  Rivoluzione Industriale Inglese, lo stiamo vivendo più noi che i nostri avi, ci inquina e prende tutti.   

E così si arriva al concetto odierno di Palos (palestra) come descritto da me successivamente nelle motivazioni della falsa realtà della  palestra di oggi (non sono l’unica verità e  forse nemmeno la verità però leggete e pensate).

Vedete se una volta per gli Spartani esisteva l’ Agogè (periodo di addestramento militare per la vita a 7 anni), vissuto con l’ isolamento in chi sa  quale spazio/territorio e con che pericoli, dal quale si doveva tornare come da selezione naturale per diventare uomini, un motivo c’era.

E non solo anche alcune tribù ai giorni d’oggi continuano i riti di maturità biologica dei figli, preservandoli delle prove al limite del dolore e la sofferenza fisica, vuol dire che come istinto naturale, visto che il progresso non gli inquina, l’uomo ha la necessità di vivere una selezione naturale per garantirsi la sopravvivenza.

L’ istinto di sopravvivenza al di là delle tecniche, gli stili, le forme di pensiero e teologiche  esiste ed è comune in tutti gli uomini, allora perchè non continuare a coltivarlo sapientemente?

 

 Eppure questa è la realtà di oggi:

Prima di tutto è cambiato lo stile di vita delle persone si fa quello perchè è di moda anche se non ci riesce, è di moda lo stesso;

secondo l’età dei praticanti si abbassa notevolmente dando vita si a fisici forse più preparati e atletici di un tempo, ma anche ad una immaturità e serietà di lavoro, considerato come vivono i giovani d’oggi;

terzo mentre prima chi praticava non si lamentava o lo faceva notare ben poco oggi tutti vogliono imparare senza dolore e sacrificio, senza considerare che un tempo  chi faceva determinati sport aveva le palle che gli fumavano per colpa della vita privata e dei propri trascorsi adolescenziali, all’interno di una società meno ipocrita e più concreta che concedeva ben poco a chi non si imponeva attraverso un lavoro, considerando anche la provenienza  familiare e l’etica di una volta che non erano certo a favore, contava sempre più il pane di casa che il “Gioco”;

quarto la volontà di affermarsi solo attraverso l’Ego con la necessità di dire io faccio questo, indipendentemente  dalle nostre capacità, cercando di impressionare chi ci sta difronte e di fargli paura, per dire io sono il più forte e te non sei niente;

 quinto l’ idea di un uomo sbagliato, solo rude, duro e selvaggio che se ne sbatte delle regole che “picchia”, che conquista tutto a suon di cazzotti ma non è così ci vuole fegato/coraggio, tenacia, forza, ma anche intelligenza e Savoir Faire, proprio all’interno di regole sociali per essere Uomini con la u maiuscolo;

 sesto il fascino del guerriero che pensiamo sia un valore aggiunto con le donne, e forse lo sarebbe ma senza scopo, obbligo, imposizioni personali e scelte programmate, deve essere spontaneo;

settimo l’ educazione vedete fare a pugni o combattere non è l’ equivalente di tirare una bicchierata in faccia  ad uno (come tanti possono pensare); ma è uno istinto di sopravvivenza che l’ uomo  deve sviluppare, curare, accudire, gestire ma sempre con disciplina ed educazione. Oggi questo punto non c’è lo si vede nella non curanza dei propri impegni, della frequenza, del rapporto stesso con i Maestri, considerato scontato, il fatto che la televisione e la pubblicità ci aiutino a conoscere meglio la figura del Maestro e delle arti marziali, non ci dice di considerarlo al nostro pari, anche se lo è, Lui in quel momento è una guida un punto di riferimento, un insegnante di vita con le sue esperienze, non può esser un rapporto scontato.  

ottavo è cambiato l’obbiettivo se prima si doveva combattere e uccidere, oggi si va a lavoro con l’auto di lusso  magari dopo una colazione al bar con una bella figa, ne conviene quindi che la società è un pò cambiata. Pertanto non dovendo necessariamente combattere per la sopravvivenza come una volta (anche se in un certo senso dobbiamo farlo in altro modo) l’arte marziale si fa così perchè ci va, svalutandone le realtà tecnica e creando lo stile dello stile dello stile che cerchiamo di afferrare in tutti i modi con il nostro Ego e guai a chi c’e’ lo piglia, senza capire che è lui ad aferrare noi.

nono oggi fare arti marziali può essere un bel business sia per attualità, vedi casi di stupro, che per la necessità di dare ai bimbi un gioco nuovo e propedeutico/terapeutico; allora via la corsa ad inventare e creare le peggio associazioni e scuole professionali private, che lottano per accapararsi più gente = più soldi, dimetcandosi di non raccontare cazzate, ma pensando solo ai soldi, mandano a morire le persone nel vero senso della parola e a puttane una cultura di secoli.   E’ pieno di associazioni che fatturano e guadagnano anche se Onlus, a nero, anche 700.000 Euro l’anno e i soci se li godono tutti.

decimo non possono mancare i frustrati dalla nascita o della vita stessa, che magari nessuno se li cacava e gli prendevano per il culo,  che con anni di addestramento riescono a  raggiungere un capacità comunicativa/ imprenditoriale da invidia, da studio di mercato (impariamo da questi perchè si fa i soldi! altre che Bocconi), riuscendo a vendere un prodotto senza averlo mai provato (vedi famoso focomelico italiano non posso fare nomi); questi sono ovunque, fanno fotobleff con tutti, hanno fatto tutto, sanno tutto ma poi un sono boni nemmeno pe’ ì brodo.

Undicesimo quelli che spariscono, gente che arriva ad inventarsi di aver viaggiato da sola per anni alla ricerca di metodi (non tutti sono così vedi Sauro Somigli lo posso nominare perchè grande uomo e amico) che vantano di avere imparato stili mitici e appreso da Maestri micidiali e divini;  e che invece sono stati a Pattaya a sputtanarsi soldi e cercavano solo rifugio da sestessi, per non affrontare le regole del Paese in cui sono nati.

 

Insomma bando alle  mille motivazioni che penso siano infinite, queste sono le più probabili e delineano un panorama di follia collettiva con qualche rara eccezione di schiarimento e verità in alcune scuole e periodi dell’ anno.

 

 

Prendiamo ad esempio il Kobudo (potremmo fare esempio anche con altre arti marziali) che tra le mille cose che faccio mi sembra quella che mi riesce meglio (cosi si dice). Fino al 2000 nessuno, pochi sapevano cosa fosse, e tra quei pochi, pochi lo praticavano, e per altri pochi  in una società che ha abolito le armi non aveva senso di esistere, era solo storia feudale Giapponese. 

Ora una volta accorti del suo valore storico culturale, evolutivo, complemntare del combattimento a mano nuda tutti lo vogliono fare.

Così nascono scuole che scopiazzano, e imitano, scuole che si reputano tradizionali solo perchè hanno preso spunto da un viaggio in Giapppone di una settimana o più e inventano di tutto( vedi famoso maestro Romano);

 Maestri bravi nel Karate che credono di aver scoperto l’acqua calda e si dirigono in bagno come dei bambini di 6 anni a giocare e fare pipi furi dal vasino, nella speranza di non farsi beccare dai genitori e nella speranza che qualcono gli faccia compagnia.

Poi abbiamo chi cerca attraverso  uno pseudo-terapeuta-didattico esemplare  programma per ogni arma, di crerare una scuola o stile, ma poi si accorge di conoscere solo un arma (o nemmeno quella) per “sentito dire”  e un sa più ì che fare,  tutto quello che c’e’ di tecnico sono tre movimenti in quattro direzioni per far fare alle armi una giratina (un esempio sono i tonfa).

Poi ci sono i Santoni, quelli che vivono in un mondo tutto loro e che cambiana la cultura del proprio essere in contrasto col  paese dove vivono, sperando che anche gli altri cambieranno, e che si isolano in una sorta di tempio al di fuori del Mondo che gli altri per forza devono apprezzare.

Poi arrivano i Maestri di una vita, che loro sanno tutto, no! non  gli insegni nulla e si scoprirà che facevano kobudo in pancia della madre, così che quando hanno partorito, le loro madri gli hanno disarmati.

Per non parlare di chi è cintura nera 2° dan  di karate o simili, fanno un corso di tre gironi di kobudo ( mai fatto prima), con Maestri mai visti e sentiti o associazioni a delinquere di stampo federale,  e diventano  anche 3°  dan di kobudo, poi l’anno dopo prendono un 4° dan politico e vanno ad insegnare copiando stili e maestri rovinando gli allievi.

Poi abbiamo quelli che hanno fatto il kobudo negli anni ‘50, si con Al capone!,  che se non ricordo fu arrestato da un kobudoka-finanziere.

Poi abbiamo i cassettari, ora dvdiani /dvxiani o intenettiani, che cercano su rete trovano fanno uguale o copiano, mo!

Poi abbiamo i chiavati mentali i malati di sempre, che ti conquistano quando parlano, che fanno corsi di dizione per conquistare le masse, parlano e divulgano il verbo come la Bibbia, ma se sei furbo gli becchi solo dopo qualche lezione altrimenti sei fottuto per sempre (se ti entrano dentro son peggio dell’Amway).

Poi abbiamo i mordi e fuggi vedono  imparano, divulgano, ma poi non gli riesce un tubo nulla, non reggono il confronto con quelli veri e devono inventarsi mille scuse con i loro allievi per spiegare, mentendo, che quello stile o disciplina in realtà non serve o non funziona, e cambiano di nuovo ( ma sono loro che un vanno proprio). 

Poi abbiamo i sensi unici, quello che fanno loro va tutto bene, loro uccidono, sono imbattbili, gli altri sono merde da schiacciare, ASFALTIMOLI TUTTI!

Io no c’e’ l’ho con loro, solo che non riesco a capire, aiutatemi, ma come può un individuo mentire o inventare storie e fare tutto ciò? l’essere umano è malato, e nel corso della sua vita non risolve i conti in sospeso con se stesso pur sapendo che un giorno muorirà e non conterà più un cazzo nulla; i  castelli, i soldi, gli oggetti non entrano nella bara e anche se dovessero restare a qualcuno di caro, non la pensare mai come voi, chissà che fine faranno?

 

Ma i Maestri da giardino di una volta imperfetti, reali e geniali dove cazzo sono? è possibile che esistano ancora?  si ci sono cercateli………….. buona fortuna io l’ho avuta!

Tutti questi soggetti messi insieme li trovate in esclusiva nei migliori tatami dei palazzetti dello sport  italiani e non solo.

Ora io so che mi odieranno, ma lo sapete che vi dico, è una vita che gli incontro, che mi fregano, che si impongono alle mie qualità non solo tecniche, perchè io non ragiono come loro e non sono una figura di massa  sposando le mie idee.

 Mi hano fatto soffrire, negandomi spesso la felicità dovuta, tirando l’acqua al proprio mulino; e  siccome questo virus non si debellerà perchè e’ nell’uomo,  malato!, andate tutti a fanculo….. tanto vi riconoscerete in ciò che ho detto perchè voi sapete di mentire….. voi sapete cosa avete fatto, il vostro inconscio lo sa e vi demolirà.

Questo è il panorama marziale di oggi, ora se Voi sapete di seguire la Via, ne siete consapevoli, non per volontà vostra, ma per vocazione spontanea, e non siete di quelli che ripetono a papagallo le cose, o copiano, o mentono ecc…  vi salvarete e diverrete Uomini, qualunque sia la vostra specialità,  questa non è la vostra verità.

Vi abbraccio tutti e vi invito ad ascoltarvi, voi non me!

Abbiate cura di Voi stessi non fatevi prendere in giro, siate uomini, uomini nuovi coscienti ma non ignoranti, aprite le menti, non esiste solo quello che vi hanno insegnato e che sappiamo, siamo noi lo stile e la Via e nessun altro.

Andate in Pace dice una frase meravigliosa della nostra cultura Cristiana (come ne esisteranno altre) ma non è cosi se mentite, dovete trovare il coraggio di guardare la realtà con gli occhi di un bimbo, la testa di un grande, e il cuore di un guerriero; allora forse avrete qualche speranza.

E non vergognatevi di quello che siete e che fate siate consapevoli tutti facciamo parte della stessa ruota che gira da secoli, non fermiamolo prprio ora!

 

 La mia Via non può essere la tua Via , ma la Verità è unica, imprenscindibile e sincera. Il principio è ora e sempre, là in quel moto continuo ricco di traformazioni e significati, in ogni istante della nostra Esistenza.  

 

 

GIANMARCO MORETTI

(l’uomo/artista che parla spontaneo) 

 

 

 

 

 

Lo Scempio

Luglio 14, 2009

LO SCEMPIO

 

ASSISTIAMO INERMI ALLO SCEMPIO DELLE NOSTRE CULTURE E DELLE NOSTRE TRADIZIONI, OGNI GIORNO CHE PASSA CI PRIVANO DI QUALCOSA DI NOSTRO, DI QUALCOSA CHE ABBIAMO COSTRUITO, CERCATO, SOGNATO E DESIDERATO, SOLO PER STARE BENE, SOLO PER ESSERE PIU’ UMANI DI QUELLO CHE SIAMO.

COSI’ DIVENIAMO MENO CONCRETI, MENO REALI, MENO SICURI DI COSA SIAMO DI COSA VOGLIAMO, NEL MOMENTO DI PEGGIORE REGRESSO UMANO CHE SI SIA MAI VISTO, CONTINUIAMO AD ARRAMPICARCI SU SPECCHI E FINTI CASTELLI SEMPRE PIU’ LONTANI DALLA VERITA’ DELLA NOSTRA ESISTENZA; CERCHIAMO LA VITA.

COME SI PUO’ CERCARE UNA VITA IN MEZZO ALLA MENZOGNA E AL PERICOLO? DOBBIAMO CERCARLA DENTRO DI NOI CON IL NOSTRO CORAGGIO E I NOSTRI MEZZI, MA DA SOLI NON SI VA DA NESSUNA PARTE. NO, NON CE NESSUNO CHE TI AIUTA, CREDIMI, CI SONO SOLO LE TUE SCELTE E DEVONO ESSERE GIUSTE PER NON PARTIRE SEMPRE DA CAPO.

CI SONO VITTORIE E SCONFITTE, ALL’OPPOSTO MA EUGUALI, MA NIENTE E’ COME LO SCEMPIO, QUESTI E’ TREMENDO ENTRA DENTRO E TI DISTRUGGE CAUSANDO MALI E PATOLOGIE, E’ UN VIRUS A BUON MERCATO CHE VA FERMATO!

TRA LE COSE CHE CI VENGONO TOLTE OLTRE ALL’ EDUCAZIONE E IL RISPETTO, C’E’ LA VITA, QUALE SCEMPIO PIU’ GRANDE DI QUESTO? ………. NESSUNO!

ALLORA TRA LE TUE SCELTE, SCEGLI ANCHE DI DIFENDERTI, PERCHE’ LA SICUREZZA DELL’ESSERE E’ UN DIRITTO E LA SUA PREVENZIONE UN DOVERE!

NON STARE LI IMPALATO AD ATTENDERE CHE QUALCUNO TI SALVI, PUOI FARLO SOLO TU, ADESSO, ORA.

E’ TEMPO DI REAGIRE!

BUONA FORTUNA

 

                                               

GIANMARCO MORETTI