La tecnologia, la facilità di informazioni, il sistema di vita “ce plus facile”, senza dover per forza frequentare una palestra dove rapportarsi con altri esseri umani e col proprio corpo, ha permesso non tanto di imparare, ma quanto meno di vedere, comprendere e valutare queste realtà in maniera più vasta e commerciale, dando modo di osservare anche a coloro che non frequentano, che non praticano, che non sanno.
La necessità di soddisfare certi istinti e di imitare certi miti prima ancora dell’amore e la pratica per la Disciplina sono diventate due necessità succubi di un mercato folle, vario, arrangiato e pieno di false verità.
La fatica di praticare con costanza e l’ impossibilità di frequentare (vedi causa lavori allucinanti per orari e stress), hanno portato a selezionare e a sviluppare un determinato tipo di atteggiamento caratteriale che soddisfa e si confà ad un certo numero di persone che subisce un assuefazione , un autostima eccessiva al limite del delirio di onnipotenza, un nutrimento del loro Ego unito a false ideologie e inattuabili scelte tecniche.
O meglio ci possiamo esprimere: nella cultura di oggi sovrastata dal troppo controllo, dall’ allarmismo, dalla ossessiva razionalità e necessità di risposta, dalla volontà e la sempre ricerca di un sistema nuovo e immediato per approfondire uno specifico (arti marziali), dalla troppa semplicità e il tutto e subito. Abbiamo dei tipi di soggetto sociale che nel percorso di una strada ( la disciplina) interrompono, deviano, modificano, cuciono a proprio piacere, svendono, inventano, cambiano le carte in tavola, costruiscono castelli federali sempre più commerciali, il tutto con un prezzo da pagare: il caos e la menzogna nei confronti, no di loro stessi,che sanno di plasmare, ma di tutti noi e anche tu che stai leggendo non sei escluso.
Oggi le arti marziali sono una barzelletta a confronto di come erano una volta dal punto di vista dei praticanti e non della materia di cui forse conosciamo di più di quando inizio a svilupparsi, è ovvio che ci sono anche dei tecnici e praticanti bravissimi non lo escludo e gente veramente pericolsa, ma sono pochi.
Chi vive la “Palestra” dal greco palos luogo di addestramento, nei termini di come è nata visto le realtà storiche militare di secoli di civiltà è quasi completamente sparito.
Ogni tanto ci sono spiragli di luce in alcuni soggetti che sanno come interpretarla, è da loro che dobbiamo imparare cercando di captare il più possibile nell’intento di migliorare noi stessi, e non quello di ingrassare lo strato superficiale della cosa.
E’ anche vero che per vivere la palestra in un certo modo, può creare conflitti con le attività lavorative e gli affetti, non sta a me dirvi come risolvere tale problema, ogni persona avrà un suo metodo e una sua motivazione.
Infatti il continuo addestrarsi prevede la pratica non solo dell’addestramento marziale, ma l’uitlizzo e la necessità di perfezionare la propria macchina in dotazione attraverso svariati metodi di allenamento e potenziamento rispettando i cicli di recupero, di gara, di attività motoria.
Solitamente i soggetti dediti a questo tipo di vita possono sembrare schivi,cupi, strani, pazzi, artisti e sotto certi punti di vista patologici, imprevedibili e pericolosi, questo è dovuto al fatto non solo delle botte come si può pensare di primo acchito, ma agli innumerevoli sforzi per condividere, trasformare, interpretare, praticare e documentarsi di tali discipline.
Molto spesso alcui soggetti se non sono strettamente legati ad ambienti dove il contatto è costante ( es.boxe), sono anche difficili da riconoscere e meno evidenti nelle qualità fiisiche, si muovono indifferenti all’interno della società e spesso al di là delle caratteristiche caratteriali sopra descritte, che emergerebbero solo in un comportametno di conoscenza, ovvero se capitasse di frequentarli ed essere loro allievi.
E’ comunque importante sottolineare che questi soggetti, ad oggi, restano l’unica speranza reale e attraverso il loro lavoro che interagisce spesso con un universo spirituale parallelo, sono la salvezza umana degli aspetti psicopatologici di questi uomini d’oggi.
Capaci con il loro carisma e il loro addestreamento di prendere per mano intere società a cui spiegare e insegnare un attimino come interpretare i significati della vita stessa.
Questo fattore è dovuto al continuo restare con “i piedi per terra”, la capacità delle arti marziali di salvaguardare l’aspetto psicologico, di vivere l’eterno presente, di porre sempre l’uomo di fronte al pericolo e ai propri limiti, fa si che questi esseri, adulti prima del tempo, no raccontino balle e stronzate sulla vita e altre cose simili.
Prendete per esempio una società che per necessità si deve imporre e sopravvivere in un triangolo di guerre e attentati.
Pensate che il costante pericolo e l’ addestramento fisico e mentale alla “morte/vita” e sofferenza, fin da piccoli, sia lo stesso imposto ai nostri figli? o pensate e vi rendete conto che pur essendo penoso e sofferente, questo dia modo a tali persone di viversi le cose con un altro significato, rendedoli meno ipocriti, più concreti e con le palle che gli fumano.
Certo non sono qua a sperare che scoppi una guerra, sarebbe stupido, ma se pensiamo alla vita come sofferenza (vedi ultime verità di Buddha o anche le parole di Cristo e Maometto) non commettiamo di certo un errore perchè la felicità e limitata e incostante e l’unica porta per arrivarci è passare attraverso il sacrificio e la sofferenza intesa come percorso di vita.
Se vogliamo comprare una casa dobbiamo lavorare, risparmiare e Rinunciare, senza pensare che dobbiamo fare anche altre cose primarie come mangiare, non è forse questa sofferenza?.
Se vogliamo combattere e fare arti marziali, non possiamo fare fitness o saune dimagranti in un kimono o panta thai; dobbiamo allenarci e soffrire provare dolore e capire, allora forse dopo sarò un altro uomo e potrò combattere sul tatami, sul ring e nella vita.
Il problema è che è cambiato tutto, ed a noi ci viene trasmesso solo il livello superficiale più facile da commercializzare, meno doloroso e stancante.
Vogliamo palestre piene di fighe, che distraggono dall’ allenamento (non sono contrario alla figa è che è difficile gestire bene le due cose, ma è giusto provarci) e all’ultima moda, o vivere come un Van Damme dei nostri tempi senza il dolore dello scontro, e con tutti i benefici con la figa che dopo un match lo t……., e no! cari miei non è così! magari fosse solo così.
C’e’ da lavorare tanto fuori e dentro di noi, oggi il progresso/regresso non è solo nei libri di storia alla pagina Rivoluzione Industriale Inglese, lo stiamo vivendo più noi che i nostri avi, ci inquina e prende tutti.
E così si arriva al concetto odierno di Palos (palestra) come descritto da me successivamente nelle motivazioni della falsa realtà della palestra di oggi (non sono l’unica verità e forse nemmeno la verità però leggete e pensate).
Vedete se una volta per gli Spartani esisteva l’ Agogè (periodo di addestramento militare per la vita a 7 anni), vissuto con l’ isolamento in chi sa quale spazio/territorio e con che pericoli, dal quale si doveva tornare come da selezione naturale per diventare uomini, un motivo c’era.
E non solo anche alcune tribù ai giorni d’oggi continuano i riti di maturità biologica dei figli, preservandoli delle prove al limite del dolore e la sofferenza fisica, vuol dire che come istinto naturale, visto che il progresso non gli inquina, l’uomo ha la necessità di vivere una selezione naturale per garantirsi la sopravvivenza.
L’ istinto di sopravvivenza al di là delle tecniche, gli stili, le forme di pensiero e teologiche esiste ed è comune in tutti gli uomini, allora perchè non continuare a coltivarlo sapientemente?
Eppure questa è la realtà di oggi:
Prima di tutto è cambiato lo stile di vita delle persone si fa quello perchè è di moda anche se non ci riesce, è di moda lo stesso;
secondo l’età dei praticanti si abbassa notevolmente dando vita si a fisici forse più preparati e atletici di un tempo, ma anche ad una immaturità e serietà di lavoro, considerato come vivono i giovani d’oggi;
terzo mentre prima chi praticava non si lamentava o lo faceva notare ben poco oggi tutti vogliono imparare senza dolore e sacrificio, senza considerare che un tempo chi faceva determinati sport aveva le palle che gli fumavano per colpa della vita privata e dei propri trascorsi adolescenziali, all’interno di una società meno ipocrita e più concreta che concedeva ben poco a chi non si imponeva attraverso un lavoro, considerando anche la provenienza familiare e l’etica di una volta che non erano certo a favore, contava sempre più il pane di casa che il “Gioco”;
quarto la volontà di affermarsi solo attraverso l’Ego con la necessità di dire io faccio questo, indipendentemente dalle nostre capacità, cercando di impressionare chi ci sta difronte e di fargli paura, per dire io sono il più forte e te non sei niente;
quinto l’ idea di un uomo sbagliato, solo rude, duro e selvaggio che se ne sbatte delle regole che “picchia”, che conquista tutto a suon di cazzotti ma non è così ci vuole fegato/coraggio, tenacia, forza, ma anche intelligenza e Savoir Faire, proprio all’interno di regole sociali per essere Uomini con la u maiuscolo;
sesto il fascino del guerriero che pensiamo sia un valore aggiunto con le donne, e forse lo sarebbe ma senza scopo, obbligo, imposizioni personali e scelte programmate, deve essere spontaneo;
settimo l’ educazione vedete fare a pugni o combattere non è l’ equivalente di tirare una bicchierata in faccia ad uno (come tanti possono pensare); ma è uno istinto di sopravvivenza che l’ uomo deve sviluppare, curare, accudire, gestire ma sempre con disciplina ed educazione. Oggi questo punto non c’è lo si vede nella non curanza dei propri impegni, della frequenza, del rapporto stesso con i Maestri, considerato scontato, il fatto che la televisione e la pubblicità ci aiutino a conoscere meglio la figura del Maestro e delle arti marziali, non ci dice di considerarlo al nostro pari, anche se lo è, Lui in quel momento è una guida un punto di riferimento, un insegnante di vita con le sue esperienze, non può esser un rapporto scontato.
ottavo è cambiato l’obbiettivo se prima si doveva combattere e uccidere, oggi si va a lavoro con l’auto di lusso magari dopo una colazione al bar con una bella figa, ne conviene quindi che la società è un pò cambiata. Pertanto non dovendo necessariamente combattere per la sopravvivenza come una volta (anche se in un certo senso dobbiamo farlo in altro modo) l’arte marziale si fa così perchè ci va, svalutandone le realtà tecnica e creando lo stile dello stile dello stile che cerchiamo di afferrare in tutti i modi con il nostro Ego e guai a chi c’e’ lo piglia, senza capire che è lui ad aferrare noi.
nono oggi fare arti marziali può essere un bel business sia per attualità, vedi casi di stupro, che per la necessità di dare ai bimbi un gioco nuovo e propedeutico/terapeutico; allora via la corsa ad inventare e creare le peggio associazioni e scuole professionali private, che lottano per accapararsi più gente = più soldi, dimetcandosi di non raccontare cazzate, ma pensando solo ai soldi, mandano a morire le persone nel vero senso della parola e a puttane una cultura di secoli. E’ pieno di associazioni che fatturano e guadagnano anche se Onlus, a nero, anche 700.000 Euro l’anno e i soci se li godono tutti.
decimo non possono mancare i frustrati dalla nascita o della vita stessa, che magari nessuno se li cacava e gli prendevano per il culo, che con anni di addestramento riescono a raggiungere un capacità comunicativa/ imprenditoriale da invidia, da studio di mercato (impariamo da questi perchè si fa i soldi! altre che Bocconi), riuscendo a vendere un prodotto senza averlo mai provato (vedi famoso focomelico italiano non posso fare nomi); questi sono ovunque, fanno fotobleff con tutti, hanno fatto tutto, sanno tutto ma poi un sono boni nemmeno pe’ ì brodo.
Undicesimo quelli che spariscono, gente che arriva ad inventarsi di aver viaggiato da sola per anni alla ricerca di metodi (non tutti sono così vedi Sauro Somigli lo posso nominare perchè grande uomo e amico) che vantano di avere imparato stili mitici e appreso da Maestri micidiali e divini; e che invece sono stati a Pattaya a sputtanarsi soldi e cercavano solo rifugio da sestessi, per non affrontare le regole del Paese in cui sono nati.
Insomma bando alle mille motivazioni che penso siano infinite, queste sono le più probabili e delineano un panorama di follia collettiva con qualche rara eccezione di schiarimento e verità in alcune scuole e periodi dell’ anno.
Prendiamo ad esempio il Kobudo (potremmo fare esempio anche con altre arti marziali) che tra le mille cose che faccio mi sembra quella che mi riesce meglio (cosi si dice). Fino al 2000 nessuno, pochi sapevano cosa fosse, e tra quei pochi, pochi lo praticavano, e per altri pochi in una società che ha abolito le armi non aveva senso di esistere, era solo storia feudale Giapponese.
Ora una volta accorti del suo valore storico culturale, evolutivo, complemntare del combattimento a mano nuda tutti lo vogliono fare.
Così nascono scuole che scopiazzano, e imitano, scuole che si reputano tradizionali solo perchè hanno preso spunto da un viaggio in Giapppone di una settimana o più e inventano di tutto( vedi famoso maestro Romano);
Maestri bravi nel Karate che credono di aver scoperto l’acqua calda e si dirigono in bagno come dei bambini di 6 anni a giocare e fare pipi furi dal vasino, nella speranza di non farsi beccare dai genitori e nella speranza che qualcono gli faccia compagnia.
Poi abbiamo chi cerca attraverso uno pseudo-terapeuta-didattico esemplare programma per ogni arma, di crerare una scuola o stile, ma poi si accorge di conoscere solo un arma (o nemmeno quella) per “sentito dire” e un sa più ì che fare, tutto quello che c’e’ di tecnico sono tre movimenti in quattro direzioni per far fare alle armi una giratina (un esempio sono i tonfa).
Poi ci sono i Santoni, quelli che vivono in un mondo tutto loro e che cambiana la cultura del proprio essere in contrasto col paese dove vivono, sperando che anche gli altri cambieranno, e che si isolano in una sorta di tempio al di fuori del Mondo che gli altri per forza devono apprezzare.
Poi arrivano i Maestri di una vita, che loro sanno tutto, no! non gli insegni nulla e si scoprirà che facevano kobudo in pancia della madre, così che quando hanno partorito, le loro madri gli hanno disarmati.
Per non parlare di chi è cintura nera 2° dan di karate o simili, fanno un corso di tre gironi di kobudo ( mai fatto prima), con Maestri mai visti e sentiti o associazioni a delinquere di stampo federale, e diventano anche 3° dan di kobudo, poi l’anno dopo prendono un 4° dan politico e vanno ad insegnare copiando stili e maestri rovinando gli allievi.
Poi abbiamo quelli che hanno fatto il kobudo negli anni ‘50, si con Al capone!, che se non ricordo fu arrestato da un kobudoka-finanziere.
Poi abbiamo i cassettari, ora dvdiani /dvxiani o intenettiani, che cercano su rete trovano fanno uguale o copiano, mo!
Poi abbiamo i chiavati mentali i malati di sempre, che ti conquistano quando parlano, che fanno corsi di dizione per conquistare le masse, parlano e divulgano il verbo come la Bibbia, ma se sei furbo gli becchi solo dopo qualche lezione altrimenti sei fottuto per sempre (se ti entrano dentro son peggio dell’Amway).
Poi abbiamo i mordi e fuggi vedono imparano, divulgano, ma poi non gli riesce un tubo nulla, non reggono il confronto con quelli veri e devono inventarsi mille scuse con i loro allievi per spiegare, mentendo, che quello stile o disciplina in realtà non serve o non funziona, e cambiano di nuovo ( ma sono loro che un vanno proprio).
Poi abbiamo i sensi unici, quello che fanno loro va tutto bene, loro uccidono, sono imbattbili, gli altri sono merde da schiacciare, ASFALTIMOLI TUTTI!
Io no c’e’ l’ho con loro, solo che non riesco a capire, aiutatemi, ma come può un individuo mentire o inventare storie e fare tutto ciò? l’essere umano è malato, e nel corso della sua vita non risolve i conti in sospeso con se stesso pur sapendo che un giorno muorirà e non conterà più un cazzo nulla; i castelli, i soldi, gli oggetti non entrano nella bara e anche se dovessero restare a qualcuno di caro, non la pensare mai come voi, chissà che fine faranno?
Ma i Maestri da giardino di una volta imperfetti, reali e geniali dove cazzo sono? è possibile che esistano ancora? si ci sono cercateli………….. buona fortuna io l’ho avuta!
Tutti questi soggetti messi insieme li trovate in esclusiva nei migliori tatami dei palazzetti dello sport italiani e non solo.
Ora io so che mi odieranno, ma lo sapete che vi dico, è una vita che gli incontro, che mi fregano, che si impongono alle mie qualità non solo tecniche, perchè io non ragiono come loro e non sono una figura di massa sposando le mie idee.
Mi hano fatto soffrire, negandomi spesso la felicità dovuta, tirando l’acqua al proprio mulino; e siccome questo virus non si debellerà perchè e’ nell’uomo, malato!, andate tutti a fanculo….. tanto vi riconoscerete in ciò che ho detto perchè voi sapete di mentire….. voi sapete cosa avete fatto, il vostro inconscio lo sa e vi demolirà.
Questo è il panorama marziale di oggi, ora se Voi sapete di seguire la Via, ne siete consapevoli, non per volontà vostra, ma per vocazione spontanea, e non siete di quelli che ripetono a papagallo le cose, o copiano, o mentono ecc… vi salvarete e diverrete Uomini, qualunque sia la vostra specialità, questa non è la vostra verità.
Vi abbraccio tutti e vi invito ad ascoltarvi, voi non me!
Abbiate cura di Voi stessi non fatevi prendere in giro, siate uomini, uomini nuovi coscienti ma non ignoranti, aprite le menti, non esiste solo quello che vi hanno insegnato e che sappiamo, siamo noi lo stile e la Via e nessun altro.
Andate in Pace dice una frase meravigliosa della nostra cultura Cristiana (come ne esisteranno altre) ma non è cosi se mentite, dovete trovare il coraggio di guardare la realtà con gli occhi di un bimbo, la testa di un grande, e il cuore di un guerriero; allora forse avrete qualche speranza.
E non vergognatevi di quello che siete e che fate siate consapevoli tutti facciamo parte della stessa ruota che gira da secoli, non fermiamolo prprio ora!
La mia Via non può essere la tua Via , ma la Verità è unica, imprenscindibile e sincera. Il principio è ora e sempre, là in quel moto continuo ricco di traformazioni e significati, in ogni istante della nostra Esistenza.
GIANMARCO MORETTI
(l’uomo/artista che parla spontaneo)